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Lettera aperta alla città

Centro polivalente per disabili in Pagliare di Sassa

Agli organi di stampa
Al Sindaco
Alla Presidente della Provincia

Molte famiglie aquilane continuano a vivere nella più totale solitudine con gravi carichi assistenziali, ed oltre ad essere private di anno in anno di servizi e di politiche di accompagnamento, continuano a vivere nell’angoscia di non avere un futuro assistenziale per i loro figli, obbligati, in caso di bisogno, ad andare in “istituti” fuori provincia. Infatti il nostro territorio è rimasto uno dei pochi a non avere una struttura idonea ad ospitare persone diversamente abili, per accoglienze sia temporanee sia permanenti.

Il grado di civiltà di una comunità è riconoscibile anche attraverso i servizi attivati per i soggetti più deboli. Le associazioni di volontariato, che da anni affrontano tale problema, grazie alla buona volontà di qualche amministratore e al coordinamento svolto dal Centro di Servizio per il Volontariato, hanno individuato nella strada della Fondazione lo strumento per mettere in campo risorse pubbliche e private, contributi di soggetti istituzionali, Enti Locali, associazioni e quanti si rendono disponibili a collaborare per la realizzazione di un centro residenziale e di accoglienza per persone diversamente abili.

Nessuno oggi può pensare che la Regione, la Provincia e il Comune possano realizzare con proprie risorse una tale struttura. Si tratta di un servizio di carattere prevalentemente sociale, quindi, non ha a disposizione gli stessi fondi destinati alla Sanità, anch’essi sempre più esigui. Inoltre, la programmazione sociale regionale (Piano Sociale) non prevede interventi con tali caratteristiche. L’unica risposta è quindi la costruzione di una rete sociale dove vengano messe in gioco le risorse e le intelligenze del Pubblico e del Privato, anche in linea con il nuovo modello di welfare.

La Fondazione è il luogo ideale per assicurare, non solo lo spazio per tutti, ma anche quella autonomia gestionale che eviterebbe la nascita di un ennesimo carrozzone legato alla burocrazia e ai mille lacci degli apparati pubblici. Il Comune dell’Aquila si è fatto carico di tale iniziativa ed ha messo a disposizione un terreno di sua proprietà in località Pagliare di Sassa, attualmente completamente edificabile, destinato a zone PEEP ma mai utilizzato.

Il progetto prevede la realizzazione di un centro per disabili e di servizi e attrezzature collettive a disposizione degli abitanti della zona, da parte di imprenditori privati interessati a realizzare edilizia residenziale in parte dell’area in risposta ad un avviso pubblico appositamente predisposto.

L’area messa a disposizione è di circa 48.000 mq, saranno utilizzati a fini edificatori circa 18.000mq. per un’edilizia non intensiva per abitazioni unifamiliari, mentre la restante parte di circa 30.000 mq. sarà destinata a zona verde come filtro con l’abitato di Sassa dove si prevede la realizzazione del Centro polivalente e di altri servizi di interesse pubblico.

Il progetto, innovativo e condiviso da gran parte della popolazione di Sassa, viene oggi contestato da qualche isolato personaggio che vorrebbe utilizzare un bene di tutta la città come “un giardino privato” di fronte alle proprie abitazioni.

E’ ora di finirla: l’interesse di chi urla più forte e di chi sa come la politica e il potere possano essere strumentalizzati non può mettere in crisi un progetto nato per dare una risposta seria e moderna ad un grande problema di tante famiglie aquilane. Invitiamo tutti a consultare le carte, a leggere lo statuto della Fondazione e le caratteristiche dell’avviso pubblico che si sta elaborando in accordo con il Comune, la Provincia, le Associazioni di portatori di Handicap e i rappresentanti delle associazioni locali. Invitiamo tutti i “commentatori politico – culturali” a verificare la legittimità dell’operazione nel rispetto delle leggi e delle procedure per la realizzazione di tale iniziativa, ovvero a fare serie proposte alternative e concretamente realizzabili.

Siamo disponibili ad un incontro pubblico per illustrare a chiunque sia realmente (e non strumentalmente) interessato il progetto per condividere l’iniziativa che dovrà necessariamente prevedere una sana integrazione con il territorio. L’accoglienza, la socialità e l’aiuto verso il disagio non devono restare, come al solito, solo enunciazioni di principio, ma reale risposta - una volta tanto - da parte di tutta la collettività che mette a disposizione un suo bene per un interesse comune.