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Giornate per la Pace e i Diritti Umani - 2007
Il Comitato per la Pace e i Diritti Umani della Regione Abruzzo è stato istituito per promuovere una cultura della solidarietà, del rispetto della dignità umana e del rifiuto della violenza.Anche quest’anno il Comitato ha bandito un concorso teso ad avvicinare i giovani ai principi espressi nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Il 7 e il 10 Dicembre 2007 sono i giorni in cui prenderanno luogo le cerimonie di premiazione dei vincitori del concorso, ma sarà anche l’occasione per riflettere assieme a tutta la società civile, e soprattutto con le nuove generazioni, sulla necessità di impegnarsi affinché anche nella nostra Regione i principi della solidarietà, della libertà democratica e della nonviolenza guidino le nostre azioni e i nostri comportamenti quotidiani.
Il 7 Dicembre ad Avezzano, con un cerimonia pubblica presenziata dal Vice Presidente del Consiglio Regionale Nicola Pisegna Orlando verrà consegnato il Premio Internazionale “Abruzzo per la Pace e i Diritti Umani” a Hebe De Bonafini, donna simbolo della resistenza della società argentina contro il golpe militare che nel 1976 insanguinò il Paese portando alla scomparsa di trentamila persone.
Nella mattinata del 10 Dicembre, in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani, presso il Palazzo del Consiglio Regionale a L’Aquila verranno premiati i vincitori, provenienti da tutta Italia, delle altre sezioni del concorso: tesi di laurea, foto, video e scrittura.
Alle due Giornate Regionali per la Pace e i Diritti Umani parteciperanno, tra gli altri, il Presidente del Comitato per la Pace On. Gianni Melilla, l’Assessore alle Politiche Culturali e Sociali Elisabetta Mura e il Presidente della Regione Abruzzo On. Ottaviano Del Turco.
Il Presidente del Comitato Permanenteper la Pace e i Diritti Umani
On. Gianni Melilla
Scheda biografica di Hebe De Bonafini
Hebe De Bonafini, nata in Argentina nel 1928, è tra le fondatrici dell’Associazione “Madres de Plaza de Mayo”.
Le madri di Plaza de Mayo sono il simbolo della resistenza della società argentina contro il golpe militare che il 24 marzo 1976 insanguinò il paese, portando alla scomparsa di trentamila persone: un crimine di Stato mai conosciuto prima, legato ad un perverso progetto di scomparsa degli oppositori del regime.
In una società annichilita dal terrore, le madri dei ragazzi scomparsi cominciarono coraggiosamente a riunirsi tra loro, sfidando il potere militare che vietava qualsiasi forma di assembramento. Sfida che ad alcune di loro costò la vita.
Iniziarono a protestare proprio nella piazza del governo, la Plaza de Mayo, ciascuna con un fazzoletto bianco in testa sul quale era scritto il nome del figlio scomparso. Iniziò così la storica marcia di ogni giovedì, che da allora ha sempre avuto luogo, in cui le donne chiedono in modo dignitoso e perseverante verità e giustizia per la scomparsa dei loro figli e figlie.
Da semplici casalinghe, "pazze" di dolore per la scomparsa dei figli, poco per volta si trasformarono in donne capaci di capire il mondo che le circondava e di agire per cambiarlo.
Sono donne, madri che hanno inventato una forma di lotta nuova e originale, che della loro condizione hanno fatto punto di partenza di una azione civile più vasta. E’ a loro che si rifanno i movimento delle madri Afgane ed iraniane e quello delle madri dei militari statunitensi.
Oggi Hebe De Bonafini come portavoce delle “madres”– che hanno tutte tra gli 80 e i 90 anni - ritiene che i nuovi desaparecidos siano i bambini che ogni giorno continuano a doversi prostituire e a cercare cibo tra i rifiuti. Convinta che “le rivoluzioni cominciano dalle parole che usiamo” il suo primo gesto politico ha avuto a che fare con il linguaggio. “Bisogna rifiutarsi di chiamarli bambini di strada, perché in questo modo diciamo che sono della strada e non nostri e ci sottraiamo alle nostre responsabilità. Dobbiamo chiamarli i nostri bambini che vivono in strada.”
L’associazione Madres Plaza de Mayo ha ormai una lunga esperienza di impegno sociale alle spalle: ha aperto una scuola dove i ragazzi possano essere accuditi, hanno istituito una Libera università, hanno creato un centro agro-alimentare e in questo momento stanno aprendo una seconda scuola nella periferia di Buenos Aires dove i ragazzi segnati dalla vita possono ricominciare a fidarsi del mondo.
Tutte queste imprese sono condotte dalle “madres” in collaborazione con soggetti della società civile, in particolare con i giovani.
Hebe De Bonafini nel corso degli anni è stata ricevuta dalle maggiori Istituzioni Internazionali e dai Capi di Stato di molti Paesi ed ha ottenuto, come rappresentante dell’Associazione, numerosi riconoscimenti internazionali per l’alto profilo civile dell’attività delle Madres, tra cui il Premio Unesco 1999 per l’Educazione alla Pace.
Il Premio Internazionale consegnato dalla Regione Abruzzo a Habe De Bonafini è un riconoscimento al suo coraggio e al suo impegno nel portare avanti per decenni una lotta che rispecchia i valori della pace ed i principi contenuti nella dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Info e adesioni:
Segreteria del Comitato per la Pace e i Diritti Umani, tel 0862 364439, graziano.tullio@regione.abruzzo.it