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Per Carlo Tresca nel 75° della morte

Venerdì 26 ottobre 2018 varie organizzazioni, tra le più attive sul territorio, ricorderanno Carlo Tresca nel 75° anniversario della sua morte con una conferenza pubblica e l’apposizione di una lapida commemorativa sulla facciata della casa natale di Sulmona

Di seguito il programma della giornata:

SULMONA 26 OTTOBRE 2018 - ORE 16.00
Sala conferenze della Camera del Lavoro (Vico Del Vecchio)

Intervento del prof. Mauro Canali, docente di Storia Contemporanea presso l’Università di Camerino, sul tema: «Carlo Tresca nel movimento operaio italoamericano e nel movimento antifascista internazionale». Introduce Edoardo Puglielli del Centro Studi e Ricerche "Carlo Tresca".

SULMONA 26 OTTOBRE 2018 - ORE 17.30
Via San Cosimo 2 (dietro Piazza XX Settembre).

Inaugurazione della lapide in memoria di Carlo Tresca affissa sulla sua casa natale. Saluti di Franco Pelino dell'Associazione "Panfilo Serafini", promotrice dell’iniziativa, e liberi interventi dei presenti e degli esponenti delle altre organizzazioni.

L’organizzazione della giornata e i lavori per la realizzazione e l'apposizione della lapide commemorativa sono frutto di una sottoscrizione libera promossa dalle associazioni firmatarie: è un dono che vogliono fare a futura memoria della nostra comunità.

Entrambe le iniziative sono a ingresso libero, invitiamo tutta la cittadinanza a intervenire.

I promotori dell’iniziativa: Associazione Culturale “Panfilo Serafini”, Università Sulmonese della Libera Età, Archeoclub Sulmona, Associazione Culturale “Clemente De Caesaris”, Collettivo AltreMenti Valle Peligna, Collettivo Studentesco Sulmona, Centro Studi e Ricerche Carlo Tresca.

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Carlo Tresca (1879-1943) è il dirigente politico più importante a cui il Comune di Sulmona ha dato i natali.

Rivoluzionario, attivo per circa mezzo secolo nei movimenti socialista, anarchico, sindacale e antifascista; un’intera esistenza spesa con generosità nelle lotte del lavoro per realizzare una società finalmente sottratta allo sfruttamento, alla violenza e alla competizione per la sopravvivenza a cui il capitalismo condanna gli esseri umani; una vita impegnata con coraggio nelle battaglie per l’edificazione di una forma di convivenza umana definitivamente giusta, capace di garantire il soddisfacimento dei bisogni e il pieno sviluppo di tutti gli uomini.

«Abbiamo tutti perduto un meraviglioso amante dell’umanità» – affermò John Dewey dopo l’assassinio – «ma il mondo è assai più ricco grazie alla sua vita».


Pubblicato il 17 ottobre 2018