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Festa della Trebbiatura. Undicesima edizione

(Anche quest'anno all'insegna della solidarietà con i terremotati di Amatrice!)

La festa si inserisce in un progetto dell’Associazione “Rocca S. Vito”, volto alla valorizzazione delle tradizioni della cosi detta “civiltà del grano”.

La Festa della Trebbiatura (28-29-30  Luglio) alla sua undicesima edizione ha ormai acquisito un ruolo di grande richiamo nel comprensorio perché nei tre giorni della manifestazione si ripropongono riti, gesti, prodotti, attrezzi e costumi di un tempo.

Il paese, Colle S. Vito, chiuso al traffico e debitamente addobbato, al quale si accede attraverso un grande arco costruito con oltre trecento covoni, diventa un vero “set” scenografico con l’itinerario degli attrezzi e dei mestieri antichi, e l’itinerario dei sapori tra archi e rue, con l’offerta di prodotti e piatti esclusivamente legati alla tradizione contadina del tempo della mietitura. (Pancotto dell’ortolano, gnocchetti e ceci, pasta agli olaci, pecora aju cotturu ecc.)

Nell’aia la trebbia antica (anni venti) azionata dal trattore Landini a “testa calda” e governata dai più anziani, lavora quasi ininterrottamente, attorniata soprattutto dai più giovani, mentre gruppi folcloristici,anch’essi legati alla tradizione contadina, animano il centro abitato. In un grande schermo in fondo al paese passano le immagini delle feste precedenti e stralci della vita di un tempo attraverso le foto.  

Domenica sera la consegna della spiga d'oro per la cultura e la valorizzazione delle tradizioni, quest'anno consegnata a Mario Narducci, giornalista, scrittore, saggista, poeta ecc. e delle spighe d’argento, riconoscimento a chi si è dato da fare per il prestigio e lo sviluppo del territorio.Particolare riconoscimento a Valeria Gallese, "signora della lana". Animano le tre serate il "duo Alessandro e Francesca," "il Trio Moretti" ed il Gruppo "Gli Scordati".

Il tutto si svolge in allegria e con grande simpatia al fine di far rivivere momenti importanti del tempo passato, i momenti della raccolta dei frutti dopo un’annata di lavoro e di sacrifici.


Pubblicato il 24 luglio 2017