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Disegni dalla frontiera

"Senza Lampedusa, questi miei disegni non avrebbero preso una forma, o sarebbero andati persi come tante altre volte  è capitato nel corso della mia vita. In quest'isola, in pochi mesi, ho ritrovato un segno, un filo che lega in forma coerente il mio tratto.”
Francesco Piobbichi

L’associazione Ubuntu onlus presenta un doppio appuntamento il 20 dicembre a Sulmona con Francesco Piobbichi, operatore sociale e collaboratore progetto “Mediterranean Hope- Osservatorio sulle Migrazioni di Lampedusa e autore del libro/mostra “Disegni dalla Frontiera”.

Piobbichi incontrerà la mattina del 20 dicembre alle 11.00, i ragazzi dell’Istituto D’arte Mazara per raccontare il suo operato a Lampedusa e le storie che hanno dato vita ai suoi disegni,

Il pomeriggio invece, Piobbichi incontrerà la cittadinanza presso la sede CGIL di Sulmona alle 18.00.

“Mare spinato”, “In equilibrio sulla frontiera”, “Lampedusa salva vite”, “Ciao mamma, sono vivo”, “Chi salva una vita salva il mondo intero”, sono solo alcuni dei titoli dei 59 disegni contenuti nel libro “Disegni dalla frontiera” che Piobbichi presenterà a Sulmona.

Questo libro è una storia che si può trasformare in mostra e in disegno raccontato, ed è un percorso per costruire quello che l’autore definisce disegno sociale, ovvero un processo comunicativo interno alle pratiche di solidarietà che si sviluppa rispettando la dignità delle persone utilizzando il disegno come elemento centrale nel percorso comunicativo nel raccontare cosa sia la frontiera.  

I disegni, dai tratti semplici, risultano essere in stridente contrasto con quel che rappresentano: “la lotta viva dei dannati della terra, l’indifferenza delle torri d’avorio e l’odio dei muri che le circondano”.

Disegnare per Piobbichi è quasi una necessità primaria, un modo per placare la rabbia: “il dover liberarmi innanzitutto del senso d’impotenza che mi attraversa mentre faccio questo lavoro che mi fa contare i morti”.

Mercoledi 20 dicembre, Piobbichi ci racconterà le storie con cui è entrato in contatto, storie che parlano di fili spinati e frontiere forzate, di speranze e diritti negati. “C’è qualcosa di epico in quello che avviene oggi nel Mediterraneo, qui rinasce e muore il mito fondativo dell’umanità nuova. C’è Ulisse e Itaca, il canto delle sirene, Nettuno e la guerra di Troia, c’è l’esodo di Mosè e la passione di Cristo che ritornano.”

Tutta la cittadinanza è invitata.

 


Pubblicato il 12 dicembre 2017