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Consigliere straniero al Comune dell'Aquila, parla il presidente dell'Associazione Culturale "Albanesi della Macedonia"

"Alla luce di recenti critiche rivolte al consigliere aggiunto (o consigliere straniero) credo che sia importante riconoscere a questa figura pieni diritti e funzioni affinché il suo operato sia più incisivo nelle decisioni politiche in materia del processo di integrazione, argomento troppo spesso trascurato". A parlare è il presidente dell'associazione culturale 'Albanesi della macedonia' Abdula (Duli) Salihi.

Di, fatto, come ricorda lo stesso Salihi, "l'articolo 21 dello statuto comunale  estende, con il punto 3, al consigliere straniero lo status e le prerogative di ogni altro consigliere comunale nella partecipazione alle varie sedute dell'assise civica, salvo, come previsto dal punto 1, il diritto di voto. "Tuttavia", sottolinea, "le funzioni del consigliere straniero sono di fatto ben limitate e questa figura, negli anni, si è vista revocare anche il diritto al gettone di presenza, nonostante  il punto 5 dello stesso articolo chiarisca che spetti ogni consigliere  'percepire un gettone di presenza per la partecipazione alle sedute del consiglio e delle commissioni formalmente istituite e convocate o, su richiesta dell'interessato, ha diritto alla trasformazione del gettone in indennità di funzione secondo quanto previsto dalla legge'".

Durante la scorsa legislatura, l'allora senatrice Stefania Pezzopane aveva elaborato un'interrogazione al ministero dell'Interno volta proprio ad estendere i diritti del consigliere straniero (anche quello di voto), equiparando gli status e azzerando le differenze. "Invito in tal senso Dakaj Nezir", aggiunge il presidente dell'associazione 'Albanesi della Macedonia', "l'attuale consigliere straniere eletto, a rimettere in discussione questo tema attraverso un ordine del giorno specifico".

"Inoltre", scrive ancora Salihi, "mi preme molto puntare l'accento sulla necessità di dare nuova linfa alla consulta comunale degli stranieri, anche attraverso l'elezione di un presidente nell'obiettivo di ricreare una funzione istituzionale di raccordo con le associazioni sul territorio, oltre che di formulare proposte sulle tematiche dell'immigrazione e sostenere l'azione istituzionale del consigliere straniero aggiunto. È proprio in queste sedute, dove ogni associazione fa il quadro delle problematiche delle proprie comunità rappresentate,  che vengono delineate le proposte programmatiche che il consigliere straniero deve portare in aula, evitando di anteporre proprie ambizioni politiche personali. Pertanto", conclude la nota, "chiedo al consigliere Dakaj e all'assessore alle Politiche sociali e Immigrazione, Francesco  Bignotti, una collaborazione maggiore nelle aule istituzionali e anche un incontro con le associazioni per fare il punto  della situazione a quasi un anno dalle elezioni".


Pubblicato il 27 marzo 2018